Fiera delle pere: LA STORIA
Scritto da Administrator   
mercoledì 25 aprile 2007

A metà luglio, nella splendida terra del Malafitto, affondano le radici di Renazzo e le tradizioni contadine, protagoniste della storia locale in svariati ambiti e in diverse maniere.
È proprio qui che è stata ritrovata la pera Muscatela, da cui poi ha tratto origine la nostra fiera:
la Fiera delle Pere.

 

La storia del ritrovamento

 

 

 

La pera MUSCATELA, frutto "dimenticato" della zona di Renazzo, è stata riscoperta grazie alla fiera paesana dove alcune persone si sono interessate alla sua ricerca sebbene fosse già considerato vanificato a causa della totale scomparsa della specie. Ma come in tutte le favole il finale è stato a lieto fine.

 

Prima di abbattere delle vecchie piante da frutto, tra le quali c'era anche un pero del tipo Muscatela, per fare posto ad altre coltivazioni, il proprietario si prodigò di far innestare su un altro albero un ramo di Muscatela per non perdere la razza poichè, sebbene fosse un frutto piccolo, era squisito. Gli innesti sono stati eseguiti nell'anno 1999 su di un pero vecchissimo detto "Al Pròn", (che si trova al giorno d'oggi nell'attuale giardino). Di questi, uno solo si è tenuto, ed è quello che tuttora mantiene in vita la razza della pera Muscatela. E' nel 2004 che finalmente dall'albero storico, spiccano tre originali piccole pere! I frutti sono arrivati a maturazione proprio a metà luglio.

 

Al Pròn

 

 

 

 

 

 

Pero ormai secolare.
Il perone: in dialetto locale detto “al pròn”; è un albero di pere daguinness dei primati nel territorio centese:
la sua storia ha una venerabile età di 90 anni come si può osservare dallo spessore del tronco (ha una circonferenza di 1,5 metri misurata ad una altezza di 1 circa).
La messa a dimora della pianta (Pero in foto) è databile al 1918 circa e per tutti (dai nonni, ai nipoti) è sempre stato soprannominato affettuosamente al “Pròn”; è un albero che nel primo decennio di vita ha conosciuto diverse vicissitudini, come ad esempio il fulmine che lo ha troncato e che lo ha fatto crescere poi inclinato. Produce una pera piccola e un po' ricurva, detta Rampèna.

La Fiera                           

(d.Ivo Cevenini)

 

 

C'era voglia di cambiare qualcosa, c'era nell'aria attesa di novità verso la metà degli anni settanta. Il parroco voleva dare un tono nuovo alle molte feste paesane, caratterizzate da un ripetitivo stile giovanilistico che non riusciva a mobilitare tutto il paese.
I giovani avevano voglia di fare, ma arrancavano perché non avevano in mano le leve del potere e i mezzi economici necessari: c'era voglia di teatro, voglia di biblioteca, di antiche tradizioni sopite.
Tutto si mise in moto quando nel 1977 il parroco decise di assegnare agli UOMINI DI RENAZZO l'organizzazione della festa della Madonna del Carmine, alle donne la festa di S. Antonio, lasciando ai giovani solo l'organizzazione della festa di S. Luigi in settembre.
Per la festa di luglio si ritornava nel solco di una pluricentenaria tradizione locale, perché gli UOMINI DI RENAZZO rappresentano da sempre la componente portante della vita paesana: come "capifamiglia" abilitati per secoli, fino al 1935, all'elezione del parroco, come "partecipanti" alle divisioni dei capi delle Partecipanze agrarie di Cento e di Pieve, come "confratelli" cioè come esclusiva componente maschile dell'antichissima Compagnia del Santissimo: un centinaio di uomini oggi,ancora attivi nella vita religiosa di Renazzo.
Gli UOMINI DI RENAZZO si erano fatti onore, per molti anni, dai primi anni '50 con i loro carri allegorici nel Carnevale dei Bambini di Bologna, voluto dal card. Giacomo Lercaro.
In quel lontano 1977 gli UOMINI DI RENAZZO tornarono a gestire la festa più antica e più importante della vita religiosa e paesana, facendo emergere tante energie di adulti cui non mancavano nè le idee, nè i mezzi economici per tentare un svolta.
Nel 1976 era nata la società renazzese calcio e alcuni giovani avevano dato uno spunto allestendo un tavolo con formaggio e pere, davanti al monumento, durante la festa della Madonna del Carmine, ripescando l'antico nome della fiera delle pere.
Dall'assemblea del 24 giugno 1977 nacque il primo "comitato fiera di Renazzo" con Ermes Gallerani presidente: c'erano dentro gli organizzatori del Carnevale di Renazzo che aveva ripreso slancio in quegli anni.
C'è voluta, l'anno scorso, la fantasia effervescente dei nipoti, autobattezzatisi "I SOGNATORI", nati anagraficamente l'anno dopo l'inizio della fiera, nel 1978, per raccogliere l'intuizione del primo comitato, oggi definito dei "PIONIERI" che ha avuto, fra gli altri, il primato di durata: tredici anni.

I comitati

 

 

 

- primo comitato: (1977-1989): "I PIONIERI"
- secondo comitato: (1990-1996): "I PORTOGHESI"
- terzo comitato: (1997-2004): "I MOSCHETTIERI"

- attuale comitato: (2005-2....): "I SOGNATORI"

fgf
Ultimo aggiornamento ( martedì 07 agosto 2007 )